{"version":"1.0","provider_name":"","provider_url":"https:\/\/www.noidtelecom.it","author_name":"Team Web noidWeb","author_url":"https:\/\/www.noidtelecom.it\/index.php\/author\/team-web-noidweb\/","title":"NoiD partecipa alla TIM Equity & Inclusion Week -","type":"rich","width":600,"height":338,"html":"<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"EzujtqKUfl\"><a href=\"https:\/\/www.noidtelecom.it\/index.php\/2018\/01\/19\/noid-partecipa-alla-tim-equity-inclusion-week\/\">NoiD partecipa alla TIM Equity &#038; Inclusion Week<\/a><\/blockquote><iframe sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" src=\"https:\/\/www.noidtelecom.it\/index.php\/2018\/01\/19\/noid-partecipa-alla-tim-equity-inclusion-week\/embed\/#?secret=EzujtqKUfl\" width=\"600\" height=\"338\" title=\"&#8220;NoiD partecipa alla TIM Equity &#038; Inclusion Week&#8221; &#8212; \" data-secret=\"EzujtqKUfl\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\" class=\"wp-embedded-content\"><\/iframe><script>\n\/*! This file is auto-generated *\/\n!function(d,l){\"use strict\";l.querySelector&&d.addEventListener&&\"undefined\"!=typeof URL&&(d.wp=d.wp||{},d.wp.receiveEmbedMessage||(d.wp.receiveEmbedMessage=function(e){var t=e.data;if((t||t.secret||t.message||t.value)&&!\/[^a-zA-Z0-9]\/.test(t.secret)){for(var s,r,n,a=l.querySelectorAll('iframe[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),o=l.querySelectorAll('blockquote[data-secret=\"'+t.secret+'\"]'),c=new RegExp(\"^https?:$\",\"i\"),i=0;i<o.length;i++)o[i].style.display=\"none\";for(i=0;i<a.length;i++)s=a[i],e.source===s.contentWindow&&(s.removeAttribute(\"style\"),\"height\"===t.message?(1e3<(r=parseInt(t.value,10))?r=1e3:~~r<200&&(r=200),s.height=r):\"link\"===t.message&&(r=new URL(s.getAttribute(\"src\")),n=new URL(t.value),c.test(n.protocol))&&n.host===r.host&&l.activeElement===s&&(d.top.location.href=t.value))}},d.addEventListener(\"message\",d.wp.receiveEmbedMessage,!1),l.addEventListener(\"DOMContentLoaded\",function(){for(var e,t,s=l.querySelectorAll(\"iframe.wp-embedded-content\"),r=0;r<s.length;r++)(t=(e=s[r]).getAttribute(\"data-secret\"))||(t=Math.random().toString(36).substring(2,12),e.src+=\"#?secret=\"+t,e.setAttribute(\"data-secret\",t)),e.contentWindow.postMessage({message:\"ready\",secret:t},\"*\")},!1)))}(window,document);\n\/\/# sourceURL=https:\/\/www.noidtelecom.it\/wp-includes\/js\/wp-embed.min.js\n<\/script>\n","thumbnail_url":"https:\/\/www.noidtelecom.it\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/locandina.png","thumbnail_width":255,"thumbnail_height":354,"description":"Nell\u2019ambito della TIM Equity &amp; Inclusion Week abbiamo organizzato Mercoled\u00ec 13 dicembre scorso nell\u2019Auditorium Telecom della sede di via Pietro De Francisci, 152 ROMA la rappresentazione dello spettacolo \u201cHerbarie. Le chiamavano streghe\u201d, eseguito dalla Compagnia di teatro civile Anemofilia, su testo di Silvia Pietrovanni, e con Rossella Barrucci, Valentina Conti, Giambattista Martino, Manuela Tufariello. Musiche originali di Daniele Fusacchia eseguite dal vivo dal Quinto Quarto Trio + costumi di Francesca Rizzello. Molte socie presenti alla rappresentazione, insieme ad alcune componenti del Consiglio Direttivo, alla past president Stefania Santucci, a colleghi con famiglia e bimbi. La rappresentazione ha coinvolto il pubblico in un crescendo di emozioni, luci e ombre sulla scena, i temi eterni della vita (la nascita) e della morte (la \u201cbuona\u201d morte) nel dilemma del senso del nostro respirare e di ci\u00f2 che \u00e8 giusto per noi e per i nostri cari. Dal comunicato stampa Herbarie e dalla brochure dello spettacolo teatrale: \u201cFrutto di un lungo lavoro di ricerca storica ed antropologica, Herbarie. Le chiamavano streghe, \u00e8 un viaggio a\u00a0tutto tondo nei fatti e nelle vicende che hanno visto protagoniste queste donne, definite \u201csagge\u201d dalla gente del\u00a0popolo e streghe o ciarlatane dalle autorit\u00e0 laiche e cattoliche. Streghe: sotto questa parola si nascondevano vedove, guaritrici, herbarie, ostetriche. Sono storie, ma soprattutto\u00a0donne. In quattro secoli di storia, tra il XIV e il XVII secolo, sono state uccise in Europa, secondo una stima\u00a0approssimativa, circa 50.000 eretiche accusate di stregoneria come sortilegi, malefici, fatture o di rapporti con le\u00a0forze oscure e infernali. Quattro secoli di processi, torture, roghi. Una \u201cgrande follia\u201d che ha ispirato le donne\u00a0della compagnia di teatro civile Anemofilia ed in particolare la drammaturga, Silvia Pietrovanni, gi\u00e0 vincitrice\u00a0del premio Borrello\/Etica in atto nel 2010, omaggiata al Salone del Libro di Torino con il Primo Premio InediTo\u00a02014 e vincitrice della la terza edizione del premio \u201cStreghe di Montecchio\u201d. Sulla scena tre donne: Mercuria, la nonna, che ha tramandato alla figlia, Caterina, la sua sapienza e Lucia, la pi\u00f9\u00a0giovane, apprendista herbaria. Mercuria, Caterina e Lucia, sono le prime farmaciste, coloro che coltivavano le\u00a0erbe medicinali e si scambiano i segreti del loro uso. Sono le levatrici che vanno di casa in casa, di villaggio in\u00a0villaggio, esperte della dolce morte e dell\u2019aborto, ma soprattutto punti di riferimento imprescindibili per il popolo. A spezzare il loro legame e le loro vite \u00e8 una figura maschile che da medico moderno si trasforma in inquisitore,\u00a0un affidatario del potere Papale, un uomo sapiente ed istruito capace di tener testa durante l\u2019interrogatorio\u00a0all\u2019intelligenza combattiva di queste donne. Per secoli infatti le herbarie sono state medici senza laurea, escluse dai libri e dalla scienza ufficiale:\u00a0apprendevano le loro conoscenze reciprocamente, trasmettendosi le loro esperienze da vicina a vicina e da madre\u00a0a figlia. Nella condanna delle herboriste\/streghe va a confluire il risentimento della medicina dotta e maschile per\u00a0quella popolare e femminile che al contrario della prima si avvaleva dell\u2019ascolto e dell&#8217;esperienza diretta sul\u00a0corpo. La messa in scena \u00e8 suggestiva e mai scontata, se pur storicamente collocata. Gli attori della compagnia di teatro\u00a0civile Anemofilia infatti, ci suggeriscono continue prospettive di analisi e collegamenti con l\u2019attualit\u00e0, senzaperdere di vista la relazione stretta e complessa che fa della storia la conoscenza della realt\u00e0 attraverso il tempo, e\u00a0del tempo la trama nella quale si dipanano gli avvenimenti che fanno la storia. &#8220;\u201dMamma, pensi che un giorno ci\u00a0chiederanno scusa? Non lo so Lucia, so solo che la storia la scrivono i vincitori e non i vinti\u201d. Il racconto tratto dallo spettacolo Herbarie. Le chiamavano streghe \u00e8 stato pubblicato dall&#8217;editore Fef\u00e8 nella collana \u201cStreghe d&#8217;Italia\u201d (terzo volume)\u201d."}