Giornata Internazionale delle Donne nella Matematica
Domani 12 Maggio ricorre la Giornata Internazionale delle Donne nella Matematica, una data che ci piace ricordare per valorizzare il contributo delle donne, importante, ma spesso non noto e disconosciuto, e per superare questo gap di visibilità. Già lo scorso anno abbiamo raccontato l’origine di questa giornata, dedicata a Maryam Mirzakhani, prima donna a vincere la Medaglia Fields, il più alto riconoscimento al mondo per un matematico, ed elencato le altre matematiche prima di lei che sono riuscite a lasciare testimonianza del loro contributo https://www.noidtelecom.it/index.php/2025/05/11/le-donne-nella-matematica/. Quest’anno ci concentriamo su due di loro, per raccontarvi in particolare storie di ispirazione e tenacia nel perseguire una passione, cogliendo appieno la portata delle disparità di opportunità e di possibilità economiche. Sophie Germain (1776-1831), vissuta al tempo della Rivoluzione francese, si dedicò alla teoria dei numeri e dell’elasticità, rinunciando alla sua identità e utilizzando uno pseudonimo maschile, Antoine-August Le Blanc, per presentare i suoi lavori. Pur di accedere all’École, istituzione di formazione superiore di scienziati e matematici, a 18 anni assunse un’identità maschile: divenne Antoine-August Le Blanc studente iscritto che aveva abbandonato gli studi. Studiava sulle dispense e inviava scritti di tale valore che il professor Lagrange volle approfondire, scoprendo la sua vera identità e diventando suo mentore e sostenitore. Il supporto non previde però il riconoscimento: solo recentemente il nome dell’equazione differenziale di Lagrange è evoluto in equazione di Germain-Lagrange per tenere conto del contributo apportato dagli studi di Sophie Germain sulle vibrazioni delle superfici elastiche. Sophie Germain ebbe un intenso scambio epistolare sulla matematica con Carl Friederich Gauss, sempre indossando la maschera maschile di Antoine-August Le Blanc, e quando la sua vera identità fu scoperta ricevette da Gauss queste parole, che ben testimoniano l’approccio dell’epoca e la profonda stima maturata: “Il gusto per la scienza astratta in generale, e soprattutto per i misteri dei numeri, è molto raro: ciò non è strano, perché il fascino di questa sublime scienza si rivela in tutta la sua bellezza solo a coloro che hanno l’ardire di affrontarla. Ma quando una donna, che, per i nostri costumi e pregiudizi, deve incontrare difficoltà infinitamente superiori a quelle degli uomini per giungere a familiarizzarsi con questi spinosi problemi, riesce nondimeno a sormontare tali ostacoli e a penetrare fino alle regioni più nascoste della scienza, allora senza dubbio ella ha il più nobile ingegno, un talento straordinario e un genio superiore.” Amalie Emmy Noether (1882-1935) riuscì a laurearsi in matematica in Germania e a lavorare all’istituto di Matematica dell’Università di Gottinga senza essere retribuita per sette anni, in seguito insegnò tenendo lezione a nome del professore David Hilbert, perché quel ruolo non era previsto per le donne. Quando riuscì a sostenere l’abilitazione, continuò ad insegnare senza stipendio per altri quattro anni. Il regime nazista le vietò l’insegnamento in quanto ebrea, così emigrò negli Stati Uniti dove continuò a lavorare producendo materiale prezioso in ambito dell’algebra astratta e della fisica teorica. Albert Einstein ne scrisse un necrologio sul New York Times poche settimane dopo la morte https://web.archive.org/web/20090207162206/http://www-gap.dcs.st-and.ac.uk/~history/Obits2/Noether_Emmy_Einstein.html nel 1935, definendola definì una figura di enorme importanza intellettuale, che ha contribuito a risolvere i problemi matematici legati alla relatività generale. Il teorema di Noether che la ricorda, è insegnato nell’ambito della teorica quantistica dei campi e nella fisica delle particelle. E il presente? La cerimonia per la prossima assegnazione della Medaglia Fields è prevista a luglio 2026 (si tiene ogni 4 anni) a Philadelphia, negli Stati Uniti durante il Congresso Internazionale dei Matematici (ICM). Nel corso del 2026 sono state premiate tre giovani donne cinesi, Hong Wang e Yunqing Tang vincitrici del New Horizons in Mathematics Prize, Zhang Mingjia vincitrice del Maryma Mirzakhani New Frontiers Prize, profili altissimi con risonanza globale. Segno di un’evoluzione concreta in questa storia di sfide e forti barriere all’accesso per le donne, che è fondamentale superare perché la matematica non è solo formule: è un modo di leggere il mondo. Quando le donne entrano nella matematica, la matematica si espande. Quando le donne trovano spazio, lo spazio della conoscenza cresce per tutte le persone. A cura di Stefania Lofiego e Francesca Funaro
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